Spesso per malattia emorroidaria intendiamo quel disturbo che comunemente ma erroneamente viene identificato col termine “emorroidi”, erroneamente poiché le emorroidi sono strutture vascolari presenti normalmente nel canale anale di tutte le persone. La loro funzione è quella di contribuire, insieme allo sfintere anale, all’evacuazione e alla continenza delle feci, di liquidi e gas.

Si tratta di malattia emorroidaria quando la struttura emorroidaria cresce troppo di volume e prolassa fuoriuscendo dall’ano,  oppure quando all’interno di questo tessuto si formano trombi doloranti e pruriginosi  o ancora quando sono presenti ematomi che possono in alcuni casi sanguinare.

Esistono diverse teorie che giustificano lo sviluppo di questa patologia, le più note sono :

  • La teoria vascolare: secondo cui la patologia è dovuta a un cambiamento del flusso sanguigno adiacente agli anelli di congiunzione artero-venosi, c’è quindi un aumento della struttura emorroidaria e un prolasso dei cuscinetti emorroidali al di fuori del canale anale.
  • La teoria meccanica : secondo cui la patologia è imputabile a un progressivo e graduale indebolimento del tessuto sottomucoso che circonda le emorroidi. Non avendo più sostegno la mucosa ano-rettale prolassa.

La patologia emorroidaria indipendentemente dal grado, può evolvere in alcune complicanze.

Una di queste complicanze è l’ incontinenza fecale.

Ma cos’è l’incontinenza fecale ?

Per incontinenza fecale si intende l’incapacità di controllare volontariamente l’emissione di feci e/o gas e l’incapacità di procrastinare l’evacuazione ad un momento sociale più consono.

L’incontinenza anale spesso può rappresentare un problema psicologico, sociale e professionale  per il paziente, che tende ad isolarsi da qualsiasi attività relazionale; l’imbarazzo del paziente spesso non gli permette di riferire al medico il suo problema, sottovalutandolo.

Ci sono diversi fattori di rischio che comportano l’incontinenza fecale come l’età avanzata, la gravidanza, interventi chirurgici o traumi, stipsi cronica e nel caso di nostro interesse le emorroidi gravi.

Come si stabilisce se le emorroidi sono gravi?

Le emorroidi si definiscono gravi quando sanguinano in modo importante , quando provocano anemia e quando i sintomi sono tanto fastidiosi da alterare lo stile di vita. Nel caso dell’incontinenza fecale questo cambiamento dello stile di vita avviene.

Per definire le cause e il grado di incontinenza, e poi per scegliere un adeguata cura bisogna effettuare degli esami strumentali specifici come :

  • Manometria anorettale: utile per valutare la pressione e il funzionamento dello sfintere anale e la sensibilità dell’ampolla rettale. È un esame semplice e indolore; viene inserita nell’ano una sondina contenente un palloncino in lattice all’estremità. Il palloncino sarà insufflato con aria o acqua comportando una dilatazione della parete rettale inducendo sensazioni prima di distensione e poi provocherà la sensazione d’evacuazione. La sondina quindi inserita nell’ano giungerà per pochi cm nel retto, permettendo in questo modo la misurazione della pressione e dei movimenti dello sfintere anale sia a riposo che durante la contrazione volontaria. L’esame non prevede una preparazione specifica, solo un piccolo clistere qualche ora prima della visita.
  • Defecografia: utile per studiare le fasi della defecazione e identificare le cause di uno scorretto funzionamento dell’ampolla rettale. L’ampolla rettale viene riempita, tramite una siringa con catetere, con un mezzo di contrasto contenente bario, simulando in questo modo la consistenza delle feci. Il paziente dovrà accomodarsi su un sedile apposito e si procederà alla radiografia con uno specifico strumento che permette di riprendere i movimenti  del retto. Durante l’esame il paziente, guidato dal dottore, dovrà contrarre i muscoli pelvici per permettere un corretto studio della morfologia ampollare e del canale rettale. Una volta espulso il bario l’esame sarà terminato. Anche in questo caso non c’è necessità di una preparazione particolare, solo un clistere qualche ora prima della visita.
  • Ecografia endoanale 3d : è un esame utile per lo studio dell’anatomia degli sfinteri. Viene inserita una sonda nel retto che acquisirà immagini a 360°; la sonda ha una frequenza compresa tra i 10 e i 13 MHz. L’esame prevede l’uso di ultrasuoni che permettono di identificare con precisione le patologie e i disturbi degli sfinteri muscolari interno ed esterno dell’ano. Il paziente sarà posto in decubito laterale sinistro, e prima di procedere all’ecografia sarà eseguito un esame digitale che permetterà di evidenziare eventuali patologie.  Nel caso dell’incontinenza fecale l’ecografia mostrerà le lesioni sfinteriali dovute in alcuni casi al parto o traumi.
  • Studio elettroneurofisiologico: permette lo studio del funzionamento della muscolatura del pavimento pelvico anche dal punto di vista neurologico. Questo studio avviene attraverso due esami specifici: l’elettromiografia anale che consente lo studio del muscolo pubo -rettale , registrandone i movimenti a riposo, in contrazione e durante il ponzamento; e attraverso lo studio della latenza del nervo pudendo che consente la rilevazione del tempo trascorso dall’applicazione di uno stimolo al nervo e la risposta motoria dello sfintere esterno.
  • Colonscopia: utile per esplorare il retto e il colon permettendo di valutarne l’elasticità o il loro contenuto. La colono scopia permette in alcuni casi necessari dei prelievi bioptici o di somministrare direttamente la terapia, si possono ad esempio legare le emorroidi che rischiano di sanguinare.
  • Durante la visita viene inserita nell’ano una sonda, il colonscopio, che prevede una piccola telecamera all’estremità, le immagini saranno inviate a un video processore che sottoforma di immagini le invierà al monitor. Per permettere una buona visione delle immagini, l’operatore insufflerà aria all’interno dell’intestino del paziente, permettendo in questo modo la distensione della cavità. Per effettuare questo esame  bisogna stare a digiuno da almeno 8 ore ed aver eseguito una dieta povera di scorie nei 5 giorni precedenti alla visita, bisogna anche prendere dei farmaci che permettono una migliore pulizia delle viscere.

Una volta accertato il grado e le cause dell’incontinenza si può procedere alla terapia più adeguata.

Ci sono terapie di tipo farmacologico, che dipendono dal tipo di patologia che comporta questo problema, nel caso delle emorroidi possono essere prescritti lassativi;  tra questi il più adoperato è il lattulosio che permette il richiamo dell’acqua nell’intestino , rendendo cosi morbide le feci e facilitando quindi in questo modo la peristalsi intestinale.  Possono essere prescritti anche alcuni farmaci utili per aumentare il tono muscolare, spesso ad ausilio di terapie di tipo riabilitativo. Infatti in casi in cui l’incontinenza fecale non è di grave entità si può procedere  con terapie riabilitative.

La Riabilitazione perineale consiste in un insieme di tecniche non chirurgiche e/o farmacologiche che prevedono 4 obiettivi:

  • L’aumento della percezione della regione perineale;
  • Il mantenimento di tonicità e il rinforzo dei muscoli della regione perineale;
  • Il miglioramento delle postura attraverso un aumento delle capacità di rilassamento della muscolatura pelvica;
  • Il miglioramento della qualità di vita tramite un miglior controllo sfinterico e della continenza.

Ci sono diverse metodiche riabilitative che prevedono esercizi che si concentrano sui muscoli pelvici prevedendo quindi la contrazione seguita poi dal rilassamento degli stessi muscoli. Un professionista sanitario specializzato nella “Riabilitazione del Pavimento Pelvico” potrà guidarvi in questo percorso di riabilitazione . Gli esercizi sono utili per rafforzare tutta la muscolatura pelvica in generale. In alcuni casi questi  esercizi sono accompagnati anche dall’elettrostimolazione, che permette di sviluppare forza muscolare. Vengono inseriti nell’ano o nella vagina, degli elettrodi che producono una leggera stimolazione attraverso impulsi elettrici; questa stimolazione porta i muscoli a contrarsi per poi rilassarsi, favorendo in questo modo il tono muscolare.

Le principali metodiche di riabilitazione sono le seguenti:

  • Fisiochinesiterapia: prevede l’esecuzione di esercizi di contrazione e rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico per facilitarne il controllo e per rinforzare il sistema di sostegno degli organi pelvici.
  • Biofeedback: permette al paziente di acquisire più controllo e consapevolezza delle contrazioni del muscolo, poiché i movimenti di contrazione sono tradotti in segnali visivi e questo consente al paziente una corretta esecuzione e memorizzazione del movimento.
  • Stimolazione elettrica funzionale: vengono inviati stimoli elettrici ai muscoli perineali inducendoli a un miglioramento dell’attività, questo trattamento è adoperato quando i muscoli non riescono a contrarsi volontariamente in modo giusto.

Quando i due tipi di terapia falliscono o non sono adatti alla risoluzione del problema è opportuno intervenire chirurgicamente.

Oltre al rinforzo muscolare, è indispensabile intervenire anche sullo stile di vita e sull’alimentazione, qualunque sia la causa della malattia emorroidaria e delle complicazioni ad essa correlata, è importante seguire una dieta che mantenga regolare l’attività intestinale. Nel caso specifico dell’incontinenza fecale è necessaria l’eliminazione degli alcolici e la limitazione della caffeina. Sono da evitare o limitare i cibi speziati, affumicati  e piccanti, i dolcificanti. Alcune persone intolleranti al lattosio spesso possono sviluppare questo disturbo, e quindi eliminando questo zucchero riescono a ridurre/eliminare il problema.

Sono da favorire invece i cibi che permettono l’apporto di fibre; è consigliabile mangiare tutti i giorni abbondanti porzioni di frutta, verdura e pasta, tutti alimenti ricchi di fibre che facilitano i movimenti intestinali.  È essenziale bere almeno due litri di acqua al giorno, poiché una dieta ricca di liquidi permette feci morbide più facili da evacuare.  È importante quindi seguire un’alimentazione varia e svolgere regolarmente attività fisica, in modo moderato.

Nell’ incontinenza fecale è di  fondamentale importanza curare con particolare attenzione l’igiene intima e richiedere cure immediate nel caso di infezioni nell’area pelvica o perineale.

 

 

 

 

 

 

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Malattia Emorroidaria e Incontinenza Fecale

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