Le Ragadi all’ano

Le ragadi anali o ragadi all’ano sono delle piccole ferite longitudinali che interessano la zona dell’ano e che si vengono a creare al momento della defecazione, qualora si verifichi una dilatazione eccessiva dell’orifizio anale.

Il dolore che queste provocano è amplificato, in questa zona, dall’abbondanza di nervi, soprattutto nel momento in cui vengono espulse feci dalla consistenza dura e di grosse dimensioni.

Ecco perché l’aggravarsi di tale disturbo e la sua persistenza possono incidere molto pesantemente sul benessere e sulla qualità della vita. Ad essere più soggetti al disturbo sono, di solito, le persone in avanti con gli anni: ciò si verifica perché, con l’avanzare dell’età, diviene più difficile e lento il processo che porta il sangue a raggiungere l’area interessata dal disturbo.

Inoltre, non è raro riscontrare la presenza di ragadi all’ano nelle donne che hanno da poco avuto figli, oppure in coloro che sono affetti dal morbo di Crohn.
Le ragadi all’ano possono derivare da cause diverse:

1) Stitichezza

I problemi di stitichezza rappresentano la prima causa delle ragadi all’ano. In questo caso, il disturbo viene determinato non soltanto dalla durezza delle feci e dal loro volume, ma anche dal ricorso ai lassativi e da eventuali tentativi manuali che vengono praticati per facilitare la defecazione. La stipsi, oltre a rappresentare la causa di questo problema, lo acuisce dopo la sua insorgenza.

2) Diarrea

Un’altra delle cause può essere la diarrea: infatti, la rapidità del meccanismo della peristalsi dell’intestino, causa il non corretto riassorbimento di nutrienti, acqua ed elettroliti. A causa di ciò, il pH delle feci assume una conformazione che nuoce alla mucosa anale. Inoltre, se la diarrea si verifica con grande frequenza, si va incontro ad un restringimento del canale anale, che rende ancora più difficoltosa l’evacuazione.

3) Scarsa igene

La scarsa igiene e abitudini sessuali come i rapporti sessuali anali possono essere altri fattori predisponenti.

Come curare le ragadi all'ano igiene

La presenza di ragadi all’ano viene segnalata da alcuni sintomi particolari, come ad esempio un dolore molto forte nella fase di defecazione, che spesso induce i soggetti che ne sono affetti a temere il momento dell’evacuazione. Tutto ciò non fa che acuire ulteriormente la situazione di stitichezza, generando un circolo vizioso che rende ancora più gravi e fastidiose le evacuazioni. In genere, il dolore anale generato da questo problema passa attraverso tre fasi, ricomprese in quella che viene definita “sindrome dolorosa in tre tempi della ragade”:

– La prima fase è quella che si verifica al momento in cui le feci vengono espulse, quando il fastidio si fa particolarmente profondo;

– nella seconda, il dolore manifestatosi in precedenza si fa meno forte, ma solo per una manciata di minuti;

– nella terza, il dolore, che può avere intensità variabile da soggetto a soggetto, si manifesta nuovamente, e accompagna la persona ancora per qualche ora.

Come curare le ragadi all'ano carta igienica
Un’altra delle spie che suggeriscono la probabile esistenza di ragadi all’ano è il sangue, del quale può essere notata la presenza sulla carta igienica, nel momento in cui il soggetto si pulisce. Le tracce di sangue possono inoltre interessare la superficie delle stesse feci.

E’ bene sapere, però, che nel caso in cui si abbia a che fare con le ragadi, le emorragie che si verificano sono di lieve entità, cosa che distingue tale disturbo dalle emorroidi, in cui le fuoriuscite di sangue dall’orifizio anale sono più abbondanti. Spesso, però, può esservi la concomitanza di entrambi i disturbi. Altri sintomi tipici associati alle ragadi sono le irritazioni nella zona dell’ano e il prurito.

Per fortuna, è molto alta la percentuale di casi in cui tale patologia si risolve, anche in tempi brevi. Spesso, inoltre, per alcuni soggetti non si presenta nemmeno la necessità di ricorrere a cure mediche o farmaci. Nei casi in cui, invece, non si riesca a pervenire spontaneamente alla scomparsa del disturbo, è necessario affidarsi a cure farmacologiche.

Come curare le ragadi all'ano carta farmaci

 

Tuttavia, prima di procedere con i farmaci, si rivela di fondamentale importanza per il paziente cambiare le proprie abitudini alimentari: infatti, il disturbo può combattuto più efficacemente se si opta per una dieta che prevede un grande presenza di alimenti ad alto contenuto di fibre, perché tali cibi favoriscono notevolmente la regolarizzazione dell’attività dell’intestino e rendono meno difficoltosa l’espulsione delle feci. La stessa cosa si può dire dell’acqua. Bisogna poi tenere presente che sono molto utili, anche per la prevenzione di questo disturbo, il movimento e l’attività fisica.

Per quel che riguarda i farmaci, quelli più impiegati nella cura di questa patologia sono:

– La lidocaina, che è un anestetico da applicare sulla parte in cui si verifica il disturbo. Essendo un anestetico, la sua funzione principale è quella di combattere il dolore, e dovrebbe essere usato per un periodo di tempo non superiore ai quindici giorni. La lidocaina è il principio attivo contenuto in alcuni farmaci come il Lidofast o la Xylocaina, e spesso viene usato in associazione ad altre sostanze come gli steroidi, che servono a renderlo ancora più efficace contro il dolore.

– Gli antidolorifici, come l’ibuprofene o il paracetamolo.

– La nifedipina (contenuta, ad esempio, nell’Antrolin), sostanza che si ritrova spesso nelle pomate pensate per essere applicate nella zona del retto. La nifedipina, in sostanza, serve a rilassare i muscoli, e in genere si usa un paio di volte al giorno per non più di sei settimane.

– Le creme a base di nitroglicerina;

– La trinitroglicerina, che viene solitamente prescritta quando il disturbo persiste per più di sette giorni. Le creme a base di trinitroglicerina non hanno soltanto la funzione di far cessare il malessere, ma vengono usate anche per rendere più veloce e semplice l’arrivo del sangue alla parte interessata, in maniera tale da accelerare la ripresa. Tuttavia, di solito si sconsiglia l’uso di questo farmaco alle donne incinte o a quelle che si trovano in fase di allattamento. Vertigini e mal di testa sono le controindicazioni più frequenti.

– Anche la tossina del botulino può essere utile a combattere le ragadi all’ano. Essendo quest’ultima un veleno, ovviamente dovrà essere iniettata in dosi molto ridotte, ma anche in piccole quantità, tale sostanza serve ad agire sulla muscolatura, al fine di provocare il suo rilassamento, che durerà per qualche mese.

Come curare le ragadi all'ano chirurgia

Nel caso in cui il disturbo non scompaia con i farmaci, si può ricorrere alla chirurgia, attraverso l’asportazione della ragade, la sfinterectomia, oppure una plastica della zona colpita dal disturbo. C’è da dire che la sfinterectomia presenta una maggiore possibilità di risoluzione definitiva del problema rispetto alla semplice rimozione della ragade.

Quest’ultima viene effettuata soprattutto nel caso in cui il problema interessi i bambini. infatti, si vuole evitare di agire sullo sfintere, perché un’azione sbagliata potrebbe causare dei danni irrecuperabili. Con l’asportazione della ragade, invece, si agisce direttamente sulla zona interessata, che viene tolta assieme ad una parte del tessuto che la circonda.

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Come Curare Le Ragadi All’Ano

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